Lettera al Ministro della Giustizia dal Presidente dell’A.U.G.E.

By | Maggio 7, 2016

A sua Eccellenza EMINENZA GRIGIA tramite il Signor Ministro della …. GIUSTIZIA.

Signor Ministro,
siamo ben consapevoli che la giustizia civile italiana è considerata in merito all’efficienza tra le peggiori al mondo e questo non è più tollerabile sia come cittadino che Ufficiale Giudiziario ma, non Le sembra assurdo, come ha detto un magistrato ad un nostro convegno, che ogni giorno dal giornalaio insieme al quotidiano occorre comprare anche il codice di procedura civile?
Non le pare che seminare qua e là piccoli provvedimenti non stia generando più confusione che altro e peraltro senza prendere in minima considerazione gli effetti collaterali che ha sui cittadini della MIA e SUA Italia?

Mi spiego.

Come governo siete accusati di favorire le Banche e a quanto pare fino ad oggi ne siete usciti indenni, almeno agli occhi di chi non conosce le dinamiche politiche ma, quando dietro a determinati provvedimenti legislativi appare chiara la volontà di colpire una determinata categoria, tentando di emarginarla, per favorire questo o quello senza prendere in minima considerazione cosa realmente serve al Paese per dare una svolta positiva ad un sistema giudiziario logoro e inadeguato , viene spontaneo chiedersi: perché?

Mi spiego meglio!
L’ultimo decreto legge 59/2016 prevede quanto segue:
«Il provvedimento è attuato dal custode secondo le disposizioni del giudice dell’esecuzione immobiliare, senza l’osservanza delle formalità di cui agli articoli 605 e seguenti, anche successivamente alla pronuncia del decreto di trasferimento nell’interesse dell’aggiudicatario o dell’assegnatario se questi non lo esentano.
Per l’attuazione dell’ordine il giudice può avvalersi della forza pubblica e nominare ausiliari ai sensi dell’articolo 68.»

Questo significa sfrattare senza una preventiva notifica del preavviso ovvero mettere nelle mani di un professionista non qualificato per tale compito di eseguire uno sfratto senza l’ausilio dell’Ufficiale Giudiziario.

Utilizzo la parola sfratto invece che di rilascio in quanto dà meglio l’idea per coloro che non sono degli operatori del settore.

Fino ad oggi la procedura che si vuole eliminare era la seguente:
– notifica dell’ordinanza di liberazione dell’immobile unitamente al precetto;
– notifica del preavviso con fissazione della data dello sfratto non prima di giorni dieci dalla notifica del preavviso stesso;
– esecuzione dello sfratto nella data indicata, salvo rinvio per mancanza di forza pubblica, minori, fabbro, ecc….

Nella mia oltre trentennale esperienza di Ufficiale Giudiziario posso con fermezza e certezza sostenere che eseguire uno sfratto non è come la compilazione di un 770 o la redazione di un atto di citazione: lo sfratto è una successione di atti e fatti in cui non è solo l’applicazione dei principi “freddi” della legge che prevale, ma spesso è il fattore umano: lo sfratto è un dramma – i suicidi, in particolare nelle esecuzioni immobiliari sono all’ordine del giorno – e come tale va affrontato da un vero professionista, da un pubblico ufficiale imparziale, dall’agente dell’esecuzione, cioè l’Ufficiale Giudiziario.

Eseguire uno sfratto per noi Ufficiali Giudiziari non è gratificante, ma è il nostro lavoro e come tale, con professionalità e un forte senso di responsabilità di fronte ad un dramma così impegnativo, in particolare quando si tratta di sfratto a seguito di pignoramenti immobiliari, ci interponiamo nella vita delle persone, con tutta la nostra esperienza e consapevoli che bisogna essere anche degli psicologi per evitare ciò che non deve accadere. Prima di dire ad una persona, ad un bambino, ad una madre: “si accomodi fuori per favore e mi consegni le chiavi di casa” rispettiamo prima di tutto la persona e non le carte e facciamo opera di persuasione sin dalla notifica dei primi atti, informandola sulle conseguenze di un’esecuzione forzata.

… e quindi Signor Ministro Le chiedo: Perché affidare questo compito ai custodi?

Posso capire nel caso in cui il debitore ha abbandonato la casa o consegni le chiavi spontaneamente, ma non riesco proprio a capire come può un legislatore cedere a certe pressioni e partorire un mostro incostituzionale di tale portata.

Lo sfratto nell’esecuzione immobiliare a seguito di pignoramento andava trattato in modo più sensibile nei confronti di chi subisce il dramma della perdita della propria casa.

Non lo dice uno qualunque, ma un Ufficiale Giudiziario che certe situazioni le vive giorno dopo giorno, a volte mettendo a rischio la propria vita, e conosce meglio la realtà di chi deve abbandonare la propria casa perche le sue tasche sono vuote o perché ha perso il lavoro e per ragioni di età non ha la speranza di trovarne un altro.
Signor Ministro stiamo parlando di persone e non di cose, di persone e non di quattro mura, di persone e non di speculatori, di persone e non di … banche!

Qual è lo scopo: dare certezza agli aggiudicatari sui tempi per entrare in possesso del bene acquistato?
Se questo è lo scopo, ripeto, non capisco perché affidare l’incarico ai custodi!

Forse perché la causa della lungaggine degli sfratti è dovuta all’Ufficiale Giudiziario che non riesce ad ottenere in tempi ragionevoli l’assistenza della forza pubblica? o

forse perché gli Ufficiali Giudiziari per eseguire uno sfratto hanno dei costi troppo bassi ed è giusto che siano adeguati a favore di professionisti esterni? o

forse perché banche e speculatori vanno tutelati maggiormente del cittadino che subisce? o

forse perché eliminare i dieci giorni del preavviso fanno risalire il nostro paese nella classifica mondiale sull’efficienza della giustizia? o

forse perché in tutta Europa gli sfratti sono eseguiti dall’agente di esecuzione, ma noi siamo italiani e non vogliamo essere come gli altri? o

forse perché in parlamento …. si penso proprio di sì!

Ad ogni modo Signor Ministro o chi per Lei ha preso questa splendida decisione, gli Ufficiali Giudiziari non tireranno i remi in barca … perché siamo stanchi di questa continua e deplorevole ingerenza sulle nostre attività affidate a terzi.

Noi siamo seri, faremo le nostre controproposte a chi di dovere, come abbiamo sempre fatto e con la consapevolezza che forse non ci ascolterete ma, forse in Europa ci ascolteranno e come spesso accade in queste situazione faremo la solita di figura di …..
Angelo