9 Luglio 2026
Sfratti e rilascio degli immobili: AUGE chiede una riforma che rafforzi il servizio pubblico, non che lo sostituisca
Sfratti e rilascio degli immobili: AUGE chiede una riforma che rafforzi il servizio pubblico, non che lo sostituisca
L’Associazione Ufficiali Giudiziari in Europa interviene nel dibattito sul Disegno di Legge 1896 recante “Disposizioni in materia di rilascio di immobili”, con un documento tecnico che esprime una posizione chiara: l’obiettivo di accelerare le procedure di rilascio è condivisibile, ma il metodo individuato dal legislatore rischia di produrre effetti opposti a quelli dichiarati.
Il tema è delicato. Le procedure di sfratto e rilascio degli immobili incidono su interessi contrapposti e spesso drammatici: da un lato il diritto del locatore a rientrare in possesso del proprio bene e a recuperare quanto dovuto; dall’altro la necessità di gestire situazioni abitative complesse, talvolta segnate dalla presenza di minori, anziani, persone malate o nuclei familiari in condizioni di fragilità.
Secondo AUGE, proprio per questa ragione l’esecuzione del rilascio non può essere trattata come una semplice attività materiale. Si tratta, invece, di una funzione pubblica ad alta complessità, che richiede competenza giuridica, poteri autoritativi, capacità di verbalizzazione, coordinamento con la forza pubblica e sensibilità nella gestione delle situazioni di crisi. Funzioni che l’ordinamento attribuisce all’Ufficiale Giudiziario quale pubblico ufficiale.
La criticità principale: sostituire l’Ufficiale Giudiziario con soggetti privati
Il punto più problematico del DDL, secondo le osservazioni dell’Associazione, è la previsione che consentirebbe al giudice, su istanza del locatore, di designare l’Istituto Vendite Giudiziarie in sostituzione dell’Ufficiale Giudiziario per le operazioni di rilascio.
AUGE evidenzia una contraddizione di fondo: da anni viene denunciata la grave carenza degli Uffici NEP e, proprio per rispondere a tale emergenza, sono stati assunti nuovi Ufficiali Giudiziari. Tuttavia, nello stesso momento in cui si riconosce la necessità di rafforzare il servizio pubblico dell’esecuzione, si introduce una norma che sposta funzioni essenziali verso soggetti privati.
Questa impostazione appare ancora più incoerente alla luce della persistente carenza d’organico degli Uffici NEP e del mancato scorrimento della graduatoria degli 800 vincitori di concorso per Ufficiale Giudiziario. Se il problema reale è la mancanza di personale, la risposta non dovrebbe essere la privatizzazione della funzione, ma il completamento del piano di assunzioni e il pieno utilizzo delle graduatorie disponibili.
Il documento AUGE sottolinea che gli Uffici NEP operano spesso con organici fortemente sottodimensionati, indicati mediamente intorno al 60-70% della pianta organica teorica. In questo scenario, l’immissione in servizio degli 800 vincitori ancora in attesa rappresenterebbe una misura immediata, concreta e coerente con l’esigenza di ridurre i tempi delle esecuzioni.
Costi più elevati senza garanzie di maggiore efficienza
Un ulteriore profilo critico riguarda i costi. Il compenso dell’Istituto Vendite Giudiziarie sarebbe calcolato in percentuale sul quintuplo del canone annuo, secondo il meccanismo richiamato dal DDL. L’attività dell’Ufficiale Giudiziario, invece, si fonda su diritti e indennità tabellari, legati agli accessi effettuati e alla distanza percorsa.
Il documento evidenzia una differenza molto rilevante: per l’Ufficiale Giudiziario il costo per accesso può essere pari a 10,72 euro entro 6 km o 44,78 euro entro 50 km; per l’IVG, invece, il compenso può arrivare a migliaia di euro, in funzione del canone di locazione. In alcuni esempi riportati nelle note tecniche, a fronte di un canone mensile di 1.500 euro, il compenso IVG potrebbe collocarsi tra 4.500 e 9.000 euro.
Il rischio è evidente: il locatore dovrebbe anticipare costi sensibilmente superiori, che potrebbero poi ricadere sull’esecutato in sede di liquidazione delle spese. Tutto ciò senza che il DDL dimostri che la sostituzione dell’Ufficiale Giudiziario con un soggetto privato produca una reale accelerazione delle procedure.
I ritardi non dipendono dall’Ufficiale Giudiziario
Per AUGE, la riforma manca il bersaglio perché non interviene sulle cause effettive dei ritardi. Le difficoltà operative nelle procedure di rilascio non derivano dall’identità del soggetto che procede, ma da fattori strutturali: carenza di personale, indisponibilità della forza pubblica, assenza di un sistema stabile di presa in carico dei soggetti fragili, mancanza di coordinamento tra Uffici NEP, Prefetture, Comuni, servizi sociali e forze dell’ordine.
Sostituire l’Ufficiale Giudiziario non elimina questi ostacoli. Anche un soggetto privato, infatti, si troverebbe davanti agli stessi problemi: necessità di assistenza della forza pubblica, presenza di persone vulnerabili, conflitti sociali, rinvii imposti da esigenze umanitarie o organizzative.
La proposta dell’Associazione è diversa: rafforzare il servizio pubblico, completare gli organici e istituire forme vincolanti di coordinamento interistituzionale. In particolare, AUGE propone un tavolo operativo presso ogni Prefettura, con la partecipazione di UNEP, Ufficiali Giudiziari, forze dell’ordine, servizi sociali e Comuni, al fine di programmare gli accessi e gestire in modo efficace le situazioni più complesse.
L’Ufficiale Giudiziario come garanzia per tutte le parti
L’esecuzione di uno sfratto è spesso un momento di forte tensione. L’Ufficiale Giudiziario non svolge soltanto un’attività esecutiva: redige verbali con valore di atto pubblico, documenta lo stato dei luoghi, gestisce le resistenze, richiede l’intervento della forza pubblica quando necessario e opera nel rispetto delle garanzie previste dal codice di procedura civile.
Questa funzione di garanzia è essenziale non solo per il creditore, ma anche per l’esecutato e per tutti i soggetti coinvolti. La presenza di un pubblico ufficiale assicura imparzialità, legalità dell’azione esecutiva e tracciabilità degli atti compiuti.
Per questo, AUGE non esclude il possibile impiego di ausiliari per attività materiali connesse al rilascio, ma ritiene imprescindibile che la direzione delle operazioni, la verbalizzazione e l’esercizio dei poteri autoritativi restino in capo all’Ufficiale Giudiziario.
Una proposta innovativa: la constatazione dello stato dell’immobile
Il documento dell’Associazione non si limita a criticare il DDL, ma avanza anche proposte di riforma. Una delle più significative riguarda l’introduzione della constatazione dello stato dell’immobile a mezzo Ufficiale Giudiziario.
Sul modello francese del constat d’huissier de justice, AUGE propone di consentire al locatore, prima della consegna dell’immobile al conduttore, di richiedere un verbale di constatazione redatto dall’Ufficiale Giudiziario. Tale verbale avrebbe valore di atto pubblico e farebbe fede fino a querela di falso sulle condizioni materiali dell’immobile.
Lo stesso strumento potrebbe essere utilizzato al termine della locazione, consentendo un confronto oggettivo tra lo stato iniziale e quello finale dell’immobile. In questo modo si ridurrebbero contestazioni, contenziosi e incertezze probatorie sui danni imputabili al conduttore.
Recupero dei crediti: rafforzare l’art. 492-bis c.p.c.
Un’altra proposta riguarda l’art. 492-bis c.p.c., cioè la ricerca telematica dei beni da pignorare. Il DDL si concentra sul rilascio dell’immobile, ma spesso lo sfratto lascia aperto un ulteriore problema: il recupero dei canoni insoluti, delle spese condominiali e degli eventuali danni.
Oggi la ricerca telematica dei beni rappresenta uno strumento essenziale per individuare crediti e rapporti aggredibili. Tuttavia, nel pignoramento telematico presso terzi manca un obbligo immediato del terzo di rendere la dichiarazione prevista dall’art. 547 c.p.c. Questo determina incertezza, necessità di ulteriori udienze e allungamento dei tempi.
AUGE propone quindi di prevedere che, con la notifica del pignoramento telematico, il terzo sia obbligato a dichiarare entro 15 giorni se è debitore del soggetto esecutato o se detiene beni di quest’ultimo, trasmettendo la comunicazione via PEC o tramite portale ministeriale.
La vera riforma: più organico, più coordinamento, più strumenti pubblici
Il messaggio dell’Associazione Ufficiali Giudiziari in Europa è netto: il DDL intercetta un problema reale, ma rischia di affrontarlo con una soluzione parziale e contraddittoria.
Accelerare le procedure di rilascio è necessario. Ma l’efficienza non si ottiene indebolendo il ruolo dell’Ufficiale Giudiziario, né trasferendo a soggetti privati funzioni pubbliche essenziali. Si ottiene, invece, rafforzando gli Uffici NEP, completando gli organici, procedendo allo scorrimento della graduatoria degli 800 vincitori di concorso per Ufficiale Giudiziario, coordinando stabilmente gli attori istituzionali e introducendo strumenti procedurali realmente utili.
Il rilascio degli immobili non è un’attività meramente esecutiva: è un passaggio delicato in cui si incontrano diritto di proprietà, tutela del credito, ordine pubblico, fragilità sociale e garanzie processuali. Per questo deve restare saldamente affidato al servizio pubblico dell’esecuzione, sotto la direzione dell’Ufficiale Giudiziario.
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