23 Luglio 2026
Sfratti, il 26,3% che non dice quello che sembra: gli ufficiali giudiziari chiedono dati veri prima della riforma
Sfratti, il 26,3% che non dice quello che sembra: gli ufficiali giudiziari chiedono dati veri prima della riforma
Un accesso costa 10 euro, un intervento IVG può superare i 9.000: l’associazione presenta un’analisi tecnica alla Commissione Giustizia del Senato sul DDL A.S. 1896
In Commissione Giustizia del Senato il giorno 8 luglio 2026 è iniziata la discussione sul ddl 1896. Leggiamo nell’analisi tecnica del disegno di legge, che introduce un termine fisso di 15 giorni per il rilascio degli immobili, abolisce il preavviso oggi previsto dall’articolo 608 del codice di procedura civile e apre alla possibilità di affidare le operazioni di esecuzione agli Istituti di Vendite Giudiziarie (IVG) in sostituzione degli ufficiali giudiziari. Condividiamo l’obiettivo dichiarato — rendere più efficace la tutela del diritto di proprietà — ma segnaliamo, dati alla mano, che gli strumenti previsti rischiano di non raggiungerlo.
Un dato letto in modo incompleto
L’Analisi di impatto della regolamentazione che accompagna il DDL richiama un dato preciso: nel 2024, a fronte di 81.054 richieste di esecuzione, gli sfratti materialmente eseguiti con la forza pubblica sono stati 21.337, pari al 26,3%. Il documento tecnico dell’associazione contesta non il dato in sé, ma la conclusione che se ne trae: l’AIR non distingue tra le procedure concluse con rilascio spontaneo, accordo tra le parti, rinuncia del creditore, sospensione o indisponibilità della forza pubblica. Senza questa scomposizione, sostiene l’associazione, il dato resta descrittivo e non dimostra che il problema dipenda dall’attività degli Uffici Notifiche, Esecuzioni e Protesti (UNEP) né dal preavviso.
Il 90% dei casi si risolve senza coercizione
Secondo l’esperienza operativa degli UNEP richiamata nel documento, in circa il 90% delle situazioni trattate è proprio l’interlocuzione resa possibile dal preavviso a evitare l’esecuzione coercitiva: l’occupante viene informato, comprende la fase esecutiva in corso e organizza il rilascio autonomamente. Si tratta di un’attività che, non comparendo come tale nelle statistiche ufficiali, rischia di essere scambiata per un’inefficienza anziché riconosciuta come il risultato che effettivamente è.
Il termine di 15 giorni e il caso di Roma
Il documento evidenzia un problema organizzativo concreto: a Roma, il protocollo adottato con la Prefettura per coordinare gli interventi di forza pubblica richiede che le istanze siano trasmesse entro il giorno 10 del mese precedente a quello dell’accesso, rendendo il tempo tecnico minimo per organizzare un intervento pari a circa venti giorni. In una delle città dove la riforma dovrebbe produrre gli effetti più rilevanti, il termine di 15 giorni previsto dal DDL risulta già oggi incompatibile con l’organizzazione reale della forza pubblica, con il rischio — secondo l’associazione — di un effetto opposto a quello voluto: più richieste concentrate in meno tempo, maggiore pressione sulla forza pubblica, più rinvii.
Il modello Roma ha fatto si che con il coordinamento dell’UNEP e la Prefettura ci sia stato un netto calo dei tempi d’esecuzione. Salvo casi particolari, gli sfratti vengano eseguiti nella maggioranza dei casi al secondo accesso entro i 60 giorni.
Il nodo dell’articolo 608 c.p.c.
Il DDL prevede l’abolizione del preavviso, che oggi consente all’ufficiale giudiziario di prendere contatto con l’occupante, verificare la presenza di minori, anziani, persone malate o con disabilità, e coordinare per tempo servizi sociali, fabbro e forza pubblica. Il documento segnala una contraddizione: la riforma introduce nuovi obblighi di segnalazione delle fragilità ai servizi sociali, ma elimina proprio lo strumento che oggi permette di rilevarle prima dell’accesso.
Il possibile trasferimento agli IVG: i numeri mancanti e i costi
Il documento rileva che l’Analisi di impatto della regolamentazione non fornisce una mappatura degli IVG né una comparazione con l’attività degli ufficiali giudiziari: non sono indicati numero e distribuzione territoriale degli istituti, personale disponibile, qualificazione richiesta, efficacia probatoria dei verbali, regime di responsabilità e controlli. L’unico dato disponibile riguarda i compensi: a fronte di un costo per l’ufficiale giudiziario di 10,72 € per accesso entro 6 km (44,78 € oltre i 6 km), i compensi previsti per gli IVG, calcolati sul canone di locazione, possono variare da 1.500 a oltre 9.000 € a seconda della fascia. Il documento chiede che questo differenziale venga giustificato da un corrispondente vantaggio in termini di efficacia o garanzie, oggi non dimostrato.
Le richieste alla Commissione
L’associazione chiede alla Commissione Giustizia di: mantenere il preavviso ex art. 608 c.p.c.; rendere flessibile il termine di 15 giorni; sospendere la sostituzione generalizzata dell’ufficiale giudiziario con gli IVG fino a una valutazione comparativa; accelerare lo scorrimento della graduatoria dei circa 800 idonei al concorso per 370 funzionari UNEP; potenziare organici e mezzi degli UNEP; istituire un monitoraggio nazionale che distingua le reali cause dei rinvii; subordinare ogni eventuale sperimentazione a criteri trasparenti e misurabili.
La dichiarazione del Presidente
“Non stiamo chiedendo di rallentare gli sfratti, né di difendere una competenza in quanto tale,” dichiara Andrea Mascioli, Presidente dell’Associazione Ufficiali Giudiziari in Europa “Chiediamo che una riforma così delicata parta dai dati veri. Il 26,3% degli sfratti eseguiti con la forza non dice nulla, da solo, sull’efficienza del sistema: dice solo quante procedure si sono concluse con la forza pubblica, non quante hanno raggiunto comunque il risultato. Prima di trasferire una funzione pubblica a soggetti privati, con costi che nelle fasce più alte superano i 9.000 euro contro i 10 euro di un nostro accesso, chiediamo che venga dimostrato un vantaggio reale. Su questo siamo pronti a collaborare, con i dati alla mano.”
Chi siamo
ASSOCIAZIONE UFFICIALI GIUDIZIARI IN EUROPA rappresenta gli ufficiali giudiziari italiani, professionisti responsabili dell’esecuzione dei provvedimenti giudiziari, compresi i rilasci di immobili. Il loro ruolo non si esaurisce nell’esecuzione materiale del provvedimento, ma comprende la prevenzione dei conflitti, la valutazione delle situazioni di fragilità e il coordinamento tra i diversi soggetti pubblici coinvolti nella procedura.
Contatti ufficio stampa segreteria@auge.it
https://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/01507903.pdf
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