Conferenza Internazionale BANGKOK – Maggio 2018

By | maggio 15, 2018

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Stasera, di rientro in Italia, mi sembra che questi giorni trascorsi a Bangkok, in occasione del 23.mo Congresso internazionale dell’UIHJ, siano volati via come un sogno, nonostante gli interventi siano stati tanti e di alto livello, e il ritmo di lavoro sia stato quantomeno impegnativo!

Un sogno, però, che vorrei diventasse realtà per l’Italia, la mia patria di adozione.

Qualcuno potrebbe pensare che sia stata una follia, quella di partire per un paese cosi lontano, la Thailandia, per neanche una settimana, e, non per godersi un paese bellissimo e i suoi deliziosi abitanti, ma per rinchiudersi in un albergo per partecipare a un congresso con 400 partecipanti di più di 85 paesi diversi.

Vi dico subito la verità: lo rifarei mille volte! E no, non sono pazza!

Sono soltanto un Ufficiale Giudiziario Francese, che ormai vive in Italia, che vorrebbe tanto, che le riforme operate dai nostri colleghi europei, africani, asiatici, che hanno migliorato, non solo le loro condizioni di lavoro, ma che hanno dimostrato quanto sia importante la figura dell’UG per il buon funzionamento della Giustizia, possano avvenire anche in Italia.

Chi partecipa a un tale evento viene ripagato di tutti i sacrifici fatti per arrivare sin qui: il riassunto delle attività svolte durante questi ultimi tre ultimi anni lascia capire la mole di lavoro svolta dai membri del Bureau, del Comitato Scientifico e dall’« l’Inovation Team » dell’Unione.

Con 638 eventi, 485 manifestazioni, 106 « flash-news », 47 video messi online, il lavoro costante con 29 organizzazioni internazionali ( CEPEJ, Commissione Europea, Conference de Lahaye di diritto privato, Banque Mondiale, ELI ect….), tre nuove adesioni ( Mongolia, Uzbekistan e Federazione Russa), l’Unione, insieme al suo gruppo di esperti provenienti da diversi paesi, e non solo Europei ( docenti universitari di fama internazionale) é riuscita a pubblicare una serie di documenti di fondamentale importanza per la professione.

In particolare:

La Guida delle Buone Pratiche adottata nel 2015 dalla CEPEJ, con il voto all’unanimità, si occupa del modo in cui le Linee Guide relative all’esecuzione (2009) per un’applicazione migliore della Raccomandazione (2003)17 del Comitato dei Ministri del Consiglio dell’Europa sull’esecuzione delle decisioni di Giustizia vengono utilizzate nei diversi paesi membri: sono evidenziate le migliore soluzioni messe in atto dai colleghi europei, come, per esempio, l’unificazione delle operazioni esecutive sulla figura dell’ U.G., la chiarezza dei procedimenti esecutivi, l’aumento della qualità delle procedure e i controlli periodici su di essi, nonché l’uniformazione del linguaggio giuridico a livello europeo.

Vorrei solo ricordare, come l’ho già specificato in altri precedenti articoli, che le Linee Guide intendevano assicurare l’efficienza dalla REC(2003)17 definendo le basi di un sistema d’esecuzione equo per entrambi le parti.

Purtroppo ad oggi, nessuno dei paesi membri rispetta questi principi nella loro globalità.

Ciononostante, proseguendo sempre sulla strada di un « sistema ideale d’esecuzione », la CEPEJ ha costituito un nuovo gruppo di lavoro, sulla qualità della Giustizia e, sempre in collaborazione con l’UIHJ, ha pubblicato questa Guida delle buone Pratiche.

Il « Codice Mondiale dell’esecuzione » , redatto dalla Presidente Françoise Andrieux e dai

docenti del gruppo scientifico dell’UIHJ, Jacques Isnard e Natalie Fricero, pubblicato nel 2015, è costituito da 34 articoli, che definiscono un sistema d’esecuzione equilibrato, con standard professionali mondiali, affinché sia possibile l’armonizzazione della figura dell’UG, utilizzando sempre le pratiche migliori, nel rispetto dei diritti delle parti nel processo.

Nel 2017, è stata inoltre pubblicato il Rapporto sull’efficienza dell’esecuzione delle sentenze in Europa , sotto la direzione del Prof.ss.re Guillaume Payan, dell’Universita di Giurisprudenza di Toulon (Francia). Questo testo si basa sulle Linee Guida, e sul « Grande Questioniario » , un sondaggio senza precedenti, elaborato dall’UIHJ nel 2012, composto da 350 domande suddivise in 26 capitoli, che permette di sapere esattamente come si svolge l’attività degli UG in tutti paesi membri dell’UIHJ, e sul « Codice Mondiale dell’esecuzione ».

Per quanto riguardo quest’ultimo, anche se molto recente, é stato utilizzato come modello di riferimento nei paesi dell’Est Europa, per riformare i loro sistemi giurisdizionali e per redigere gli statuti degli UG (Serbia, Kosovo, Kazakistan….): la Moldavia ha reso, addirittura, le Linee Guide obbligatorie nel suo diritto Nazionale entro il 2020!

Cito anche i paesi africani che hanno riformato completamente il loro statuto e le procedure d’esecuzione grazie all’appoggio costante dell’UIHJ più di 15 anni fa.

Si potranno approfondire questi argomenti attraverso le interviste che abbiamo realizzato durante le pause caffè, prima e dopo queste giornate di lavoro intenso.

Scoprire e scambiare le migliori pratiche tra professionisti é un’opportunità unica,così come la

creazione di legami professionali tra persone provenienti da continenti diversi.

Vincere la sfida di maggiore certezza nel processo civile come elemento di Buon Governo:

questo era il tema del 23 mo congresso dell’UIHJ; ma non solo, diventare attore di una comunità unita a livello locale, nazionale, europeo o perche no mondiale: parlo della volontà di

armonizzazione voluta anche dalle grandi organizzazioni internazionali (UE, Conference de Lahaye, FMI, Banca Mondiale, ELI, ect…)

In questo ambito L’UG deve, per forza, mutare per non sparire, iscrivendosi in un contesto globale; esso rappresenta il professionista « terzo di fiducia » per i cittadini, garante della sicurezza della giustizia, ma anche nella sua evoluzione: la terza Revoluzione Industriale sarà NUMERICA!

La professione deve aprirsi alle nuove tecnologie, e l’U.G. deve rinforzare ancora di più il suo ruolo di figura professionale che va incontro alle persone, perché anche la tecnologia più avanzata, non potrà mai sostituire il volto umano dell’UG quando svolge le poche funzioni che gli sono rimaste.

Solo con i mezzi e le prerogative adeguate si vedrà quanto é importante il suo ruolo nella trasmissione sicura degli atti e dell’informazione giuridica, poichè con la sua imparzialità é il garante del rispetto della legalità.

Nel concetto di Buon Governo, i professionisti del diritto hanno un ruolo molto importante.

Tuttavia ognuno deve avere un ruolo specifico, secondo la sua qualifica, altrimenti diventa controproducente : dobbiamo lavorare insieme, in modo organizzato, fissando in anticipo le funzioni di ciascuno. Fare chiarezza per una maggiore efficacia, ma anche per rendere un servizio ai cittadini, che spesso non sanno a chi rivolgersi.

Occorre chiedere solo quello che giova nell’interesse generale: l’UG é un professionista indipendente e imparziale, dotato di una grande integrità personale e professionale, é diligente (rispetto dei tempi di procedura), é competente grazie alla sua formazione universitaria ( e a quella continua che dovrebbe ricevere dallo stato…)

Grazie all’UIHJ e al lavoro svolto con organizzazioni internazionali, disponiamo di un quadro generale servito su un vassoio d’argento: altri paesi hanno aderito all’invito formulato dal Consiglio d’Europa per elaborare e modificare il loro diritto nazionale in materia d’esecuzione.

Perché ho l’impressione che l’Italia faccia tutto il contrario ….?

Come avete capito, si é parlato di un « Agente di Esecuzione.4 », quello del futuro : un professionista sul campo che sa utilizzare la tecnologia, e di cui non può fare a meno, perché si

tratta di competitività economica e adattabilità ai cambiamenti della nostra società.

Per finire vorrei solo ricordare la teoria di Darwin: « la specie che sopravvive ai cambiamenti non è quella più forte ma quella che ha la consapevolezza e la capacità di adattarsi….. ».

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Julie Sferlazzo

Segretereria AUGE